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DIAGNOSI PRENATALE
Principali indicazione alle diagnosi,

1) Età materna
L'età materna avanzata è la principale indicazione all'analisi del cariotipo del feto, per il riscontro di un significativo aumento di anomalie cromosomiche numeriche (Sindrome di Down) in donne con età maggiore di 35 anni.

2) Precedente figlio con patologia cromosomica
Si è osservato che coppie con un figlio affetto da Sindrome di Down con trisomia 21 libera o con traslocazione robertsoniana de novo hanno un rischio dell'1% circa di ricorrenza della Sindrome.

3) Genitori portatori di anomalie cromosomiche (es. traslocazione bilanciata)
Sono anomalie che possono non determinare alcuna patologia nel portatore, ma che aumentano il rischio di aborto o di avere figli con patologie cromosomiche

4) Identificazione ecografica di malformazione fetale
Il riscontro di anomalie ecografiche, quali difetti strutturali e/o dello sviluppo fetale o alterazioni del volume del liquido amniotico, costituiscono un'indicazione al monitoraggio del cariotipo fetale. Infatti questi fattori isolati o combinati fra loro possono essere associati a patologie cromosomiche in circa il 20% dei casi.

5) Triplo-test o bi-test Positivo


MODALITA' DELL'ESAME
La diagnosi prenatale può essere eseguita su tre diversi tipi di materiale fetale:
1) VILLI CORIALI:
Il prelievo dei villi coriali consente di effettuare la diagnosi prenatale nel primo trimestre. Il periodo ottimale per il prelievo è la 11^-13^ settimana con un rischio di aborto associato di circa il 2%. Il prelievo viene effettuato per via transaddominale sotto controllo ecografico. Dalla coltura di cellule coriali viene eseguito il cariotipo. La villocentesi è la tecnica di elezione per lo studio di malattie che richiedono una diagnosi molecolare.
Presenta il vantaggio della precocità della diagnosi. Gli svantaggi sono: il rischio di aborto relativamente più elevato rispetto all'amniocentesi e risultati falsamente positivi nell'1% dei casi controllabili mediante un prelievo di liquido amniotico in 16^ settimana.

TEMPI DI RISPOSTA: 15 giorni dal momento del prelievo.
I tempi di risposta si possono prolungare nel caso in cui di rendano necessari
ulteriori approfondimenti con tecniche particolari.


2) LIQUIDO AMNIOTICO:
L'amniocentesi è la tecnica di prelievo del liquido amniotico. Il periodo ottimale è compreso fra la 16a e 18a settimana. Il prelievo, viene effettuato per via transaddominale sotto controllo ecografico. La quantità di liquido prelevato è di circa 20 ml. Il rischio di aborto è di circa 0.5-1%.
Nel liquido sono presenti le cellule fetali o amniociti che vengono utilizzati per l'allestimento delle colture cellulari e per il successivo studio del cariotipo fetale .

TEMPI DI RISPOSTA: 15 giorni dal momento del prelievo.
I tempi di risposta di possono prolungare nel caso in cui si rendano necessari
ulteriori approfondimenti con tecniche particolari.


3) SANGUE FETALE:
La cordocentesi consente il prelievo di sangue fetale intorno alla 18a settimana per puntura transaddominale del funicolo a livello della sua inserzione placentare, sotto controllo ecografico. Il rischio di aborto associato è del 2% circa: Il suo impiego maggiore riguarda lo studio del cariotipo fetale in caso di verifica di un risultato dubbio dell'amniocentesi.

TEMPI DI CONSEGNA: 5 giorni

In ognuno dei casi esposti al momento della richiesta dell'esame viene fissato un appuntamento con la specialista in Genetica Medica.
Per informazioni rivolgersi alla Dott.ssa Giovanna Giordano, specialista in Genetica Medica, responsabile del Settore, oppure al Dr. Giuseppe D'Amore

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