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DUO-TEST O BI-TEST

E' un test che consente di valutare il rischio che il feto sia affetto da una patologia cromosomica.
Si esegue nel 1° trimestre di gravidanza (8-12 settimane; preferibilmente 10^ settimana) e si basa sul dosaggio di due molecole:

- La sub-unità beta della gonadotropina corionica (free-betaHCG), che in caso di malattie cromosomiche fetali risulta più frequentemente innalzata.
- La Plasma Proteina "A" associata alla gravidanza o PAPPA (pregnancy Associated Plasma Protein A) che, invece, risulta diminuita:
-Quanto più diminuisce la PAPPA e quanto più aumenta free-betaHCG, tanto più aumenta l'eventualità di malattie cromosomiche tra cui la Sindrome di Down.
-Il bi-test viene definito positivo quando il rischio calcolato risulta superiore ad 1
probabilità su 250 che il feto sia affetto dalla malattia.
-Questo esame è in grado di evidenziare il 63% dei feti affetti con i 5,5% di casi falsi
positivi.
-L'associazione del bi-test con la misurazione ecografica della translucenza nucale
(N.T.) aumenta la capacità di diagnosi al 90%.
-Circa il 10% delle donne risulta positiva al test e può effettuare ulteriori indagini
(villocentesi o amniocentesi) per la diagnosi definitiva.

Si tratta di un test di screening (ovvero di valutazione della probabilità di malattia) e non di un esame diagnostico: Si precisa, quindi, che:

-la negatività del test riduce il rischio di malattia, ma non lo azzera
-la positività del test non implica che necessariamente il feto sia affetto dalla
malattia, ma che il rischio è sufficientemente elevato da giustificare una
procedura diagnostica ulteriore.
-prima del prelievo ematico è sempre indispensabile eseguire un'ecografia per
stabilire la vitalità del feto e l'epoca di gravidanza, in quanto i valori variano
sensibilmente con le settimane gestazionali.

Per informazioni rivolgersi alla Dott.ssa Giordano o alla Dott.ssa Nardi

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