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TRI-TEST

E' un test che consente di valutare il rischio che il feto sia affetto da una patologia cromosomica.
-Si esegue tra 16 e 18 settimane e si basa sul dosaggio di tre molecole:

-L'Alfafetoproteina (AFP): in caso di malattie cromosomiche risulta più
frequentementemente ridotta

-L'estriolo libero (uE3), prodotto dalla placenta a partire da molecole di origine
fetale, risulta più frequente ridotto

-La gonadotropina corionica , prodotta dalla placenta, risulata invece più frequentemente innalzata

-Quanto più diminuiscono l'AFP e l'estriolo libero e quanto più aumenta la gonadotropina tanto più aumenta l'eventualità di malattie cromosomiche tra cui la sindrome di Down

-Il tri-test viene definito positivo quando il rischio risulta superiore ad 1 probabilità
su 250 che il feto sia affetto dalla malattia.

-Il tri-test è in grado di evidenziare circa il 65% dei feti affetti da Sindrome di Down
con il 7-8% di casi falsi positivi.

-Circa il 10% delle donne risulta positiva al test e può effettuare ulteriori indagini
(Amniocentesi) per la diagnosi definitiva.

-Si tratta di un test di screening (ovvero di valutazione della probabilità di malattia) e
non di un esame diagnositco si precisa quindi che:

-la negatività del test riduce in rischio d malattia, ma non lo azzera
-la positività del test non implica che necessariamente il feto sia affetto dalla
malattia, ma che il rischio è
sufficientemente elevato da giustificare una procedura diagnostica ulteriore
-prima del prelievo ematico è sempre indispensabile eseguire un'ecografia per
stabilire la vitalità del feto e l'epoca di gravidanza, in quanto i valori variano
sensibilmente con le settimane gestazionali

Per informazioni rivolgersi alla Dott.ssa Giordano o alla Dott.ssa Nardi

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