PRINCIPALI INDICAZIONI PRATICHE E TERAPEUTICHE

La respirazione dell'Ossigeno iperbarico, è stata introdotta molti anni fa per la terapia della Malattia da Decompressione dei Subacquei.
Tale procedura realizza anche un massiccio apporto di O2 ai tessuti sciogliendo questo gas fisicamente nel plasma indipendentemente dalla quantità di Emoglobina disponibile.
A tre atmosfere assolute nel sangue arterioso è veicolato Ossigenonon legato alla Emoglobinapari a 6,4 cc/ml, quantità superiore al fabbisogno tissutale (infatti la differenza del contenuto di Ossigeno tra sangue arterioso e venoso del circolo cerebrale è di 6,1 cc/ml).
Perciò negli ultimi anni l'Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) è stata riconosciuta indispensabile e/o valido momento terapeutico in sempre più numerosi quadri patologici.

INTOSSICAZIONE DA CO: L'OTI è indubbiamente la terapia più efficace perché riduce l'emivita delle HbCO a 23' (con una respirazione a 3 ATA di Ossigeno puro) perché riattiva a livello delle creste mitocondriali gli enzimi della catena respiratoria e perché rende immediatamente disponibile una quantità di O2 fisicamente sciolto nel plasma e quindi indipendente dell'Emoglobina, sufficiente per il metabolismo del Sistema Nervoso Centrale e del Cuore.

GANGRENE GASSOSE, INFEZIONI DEI TESSUTI MOLLI DA AEROBI E ANAEROBI: L'aumentata PaO2 nei tessuti inibisce l'attivazione delle spore dei clostridi e disattiva le tossine prodotte; sugli aerobi ha effetto battericida, sugli anaerobi ha effetto batteriostatico, mentre il metabolismo tissutale viene riattivato immediatamente e prolungatamente per l'effetto di neoangiogenesi e i processi riparativi vengono stimolati.

ULCERE: Il migliorato metabolismo tissutale, la neoangiogenesi, l'attivazione dei processi riparativi possono portare a guarigione lesioni anche croniche, indipendentemente dalla causa che le ha determinate: insufficienza arteriosa o venosa, microangiopatia diabetica, ischemia posttraumatica, ustioni, etc.

OSTEOMIELITI: L'osteomielite tende a cronocizzare per la presenza di infezione ed ischemia. L'OTI contrasta questo processo con il suo effetto antibatterico e inducendo l'angioneogenesi. Pertanto la possibilità della toilette chirurgica va considerata dopo alcuni cicli di OTI. Risulta anche evidente con l'OTI un incremento dell'osteoneogenesi.

FRATTURE ESPOSTE A RISCHIO: Anche in questo caso è necessario intervenire con tempestività per sfruttare fin dall'inizio l'effetto antibatterico dell'OTI. Con tale metodica è stato possibile evitare probabili amputazioni.

RADIONECROSI: In questi quadri l'azione dell'OTI si esplica non solo per l'induzione della neoangiogenesi e dei processi riparativi oltre che per la riattivazione metabolica, ma anche per il suo marcato effetto antinfiammatorio. Le lesioni da raggi possono, se trattate agli inizi, essere limitate nella loro evoluzione, ma spesso si può giungere ad una guarigione di una radionecrosi già in atto, pur essendo necessari in qualche caso trattamenti di richiamo. I migliori risultati sono stati ottenuti nelle osteoradionecrosi della regione maxillofacciale, nelle quali precocemente si demarcano i sequestri ossei asportabili dal chirurgo oppure si attivano i processi osteoblastici.

LESIONI DA SCHIACCIAMENTO: E' importante, in questo caso, soprattutto l'effetto antiedema e pertanto è necessario iniziare il trattamento OTI quanto prima.

TRAUMI CRANICI E MIDOLLARI: L'OTI, eseguita più precocemente possibile, trova indicazione per il suo effetto antiedema nei traumi cranici e midollari, come del resto in tutte le sindromi compartimentali.