SCREENING DIAGNOSTICO DEI DISTURBI DEL SONNO

L’Apnea ostruttiva del sonno (OSAS), più comunemente conosciuta come fenomeno delle Apnee Notturne, è una patologia in crescita che si manifesta attraverso episodi di ostruzione completa o parziale delle vie respiratorie (rino-orofaringe) che determinano frammentazioni del sonno a cui consegue una sonnolenza diurna inappropriata. L’OSAS è determinata da crisi di soffocamento durante il sonno che il soggetto non percepisce, per questo medici specialisti la definiscono “epidemia silente”, dagli effetti poco conosciuti e dallo stretto legame con le principali patologie del mondo occidentale, come obesità, infarto del miocardio, ictus, fibrillazione striale, sindrome metabolica, disturbi cognitivi e diabete.

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Dati statistici indicano che la popolazione adulta che soffre di questo disturbo si aggira attorno a circa il 5%, valore però sottostimato vista la poca informazione a riguardo e il conseguente scarso ricorso alla diagnosi. Tuttavia negli ultimi anni si è verificato un importante incremento delle tecniche diagnostiche e un significativo ricorso alla polisonnografia, il test che consente di monitorare le diverse fasi del sonno durante le ore notturne, registrando così le variazioni di alcuni parametri fisiologici in chi vuole indagare su possibili disturbi del sonno.

L’esame che può essere comodamente effettuato a casa propria, sfrutta la tecnologia del polisonnigrafo, un apparecchio computerizzato che, collegato all’individuo per mezzo di sensori cutanei, ne rileva gli eventuali disturbi di natura respiratoria e non solo. A tale indagine infatti possono sottoporsi anche tutti quei soggetti che riscontrano con una certa continuità significativa sonnolenza diurna o ridotta capacità di concentrazione, e altre sintomatologie non strettamente legate alla respirazione.

Se da un lato la patologia OSAS, negli ultimi anni ha subito un incremento, dall’altro il relativo esame diagnostico da svolgere per mezzo di un comodo servizio a domicilio si propone di ridurre significativamente il dato stesso. Il paziente che decide di sottoporsi a prescreening, screening e titolazione, restando comodamente tra le mura domestiche riceverà assistenza di personale medico specialistico adeguatamente formato, potrà completare l’esame in tempi molto rapidi e ricevere con altrettanta celerità la conseguente diagnosi. Ciò che inoltre contraddistingue questo tipo di servizio è la puntualità diagnostica, trattandosi infatti di un’indagine che analizza il sonno in maniera completa e dettagliata il fatto di potervisi sottoporre durante le ore di riposo notturno (reale), evitando dunque simulazioni in ambulatorio, lo rende particolarmente efficace ai fini di una corretta e minuziosa diagnosi. L’esame, una volta effettuato, sarà sottoposto all’attenta valutazione del medico specialista in Pneumologia il quale determinerà le eventuali e conseguenti indicazioni terapeutiche a cui il paziente potrà sottoporsi.

L’iter diagnostico si completa nei tempi tecnici strettamente necessari, una decina di giorni circa, annullando attese superflue. Dopo una prima visita specialistica, il paziente si sottopone a un esame completo del sonno della durata di 48 ore a cui segue la titolazione in CPAP, AUTOCPAP o BIPAP entro i successivi 5 giorni.

Le titolazioni CPAP, AUTOCPAP e BIPAP in breve:

Il metodo CPAP (Pressione Positiva Continua delle vie Aeree) consiste in un’applicazione di una pressione positiva costante nelle vie aeree per tutta la durata del ciclo respiratorio, in un paziente in respiro spontaneo.

L’AUTOCPAP permette di stabilire una gamma di impostazioni di bassa e alta pressione che si regolano automaticamente durante il sonno, fornendo la pressione migliore in ogni momento.

La terapia BiPAP è raccomandata nei pazienti che non possono sottoporsi alla CPAP terapia e che non possono ricorrere alle pressioni continue alta o bassa della alimentazione dell’aria durante il sonno.

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Responsabile

  • Dr. Corrado

    Dott. Antonio Corrado

     Pneumologo, specialista nella diagnosi delle apnee notturne e disturbi del sonno.

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Patente a rischio per chi soffre di colpi di sonno: test obbligatori dal 2016

I disturbi del sonno non solo si ripercuotono negativamente sulla salute e sulla qualità della vita di chi ne soffre, ma aumentano anche i rischi sulle strade. I dati istat parlano chiaro, in Italia il 22% degli incidenti stradali è provocato da eccessiva sonnolenza diurna, spesso appunto riconducibile alla scarsa capacità di riposo durante le ore notturne.

Nel 2014 l’Unione Europea ha emanando la Direttiva 2014/85/UE – recepita in Italia col Decreto del 22 dicembre 2015 – che definisce quali sono i requisiti necessari per il conseguimento e il rinnovo della patente di guida per chi è affetto dalla sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), patologia che aumenta fino a 7 volte il rischio di incorrere in incidenti stradali.

Dal 2016, anche in Italia chi soffre di apnee notturne può ottenere o rinnovare la patente solo seguendo un iter ben preciso.
Adesso infatti, durante il controllo per il rilascio o il rinnovo della patente, il medico monocratico deve verificare anche l’eventuale presenza di apnee notturne.

Coloro che vengono individuati come “soggetti con sospetta OSAS” (a seconda di alcuni indicatori specifici, come russamento forte, collo grosso, obesità, presenza di alcune patologie specifiche) dovranno sottoporsi a un ulteriore accertamento.
Ai “soggetti con sospetta OSAS” il medico monocratico somministra un questionario sulla sonnolenza diurna, per definire il grado di rischio per la circolazione stradale: per i soggetti individuati come ad alto rischio la decisione sull’idoneità alla guida verrà rimandata alla Commissione Medica Locale (CML). La Commissione effettuerà su questi soggetti un test specifico sui tempi di reazione, per valutare l’eventuale riduzione del livello di vigilanza, e deciderà se abilitare o meno il soggetto alla guida.

Chi soffre di OSAS si vedrà inoltre ridotta la validità della patente a tre anni (per i conducenti di veicoli di categorie A e B) o a un anno (per i conducenti di veicoli di categorie C e D), per favorire una vigilanza continua sul rispetto delle cure.

Questi nuovi provvedimenti si prefiggono lo scopo di garantire una maggiore sicurezza sulle strade, diminuendo le situazioni di rischio causate dall’eccessiva sonnolenza alla guida, tipica di chi soffre di OSAS e causa di quasi il 22% degli incidenti stradali.

La visita di uno specialista permetterà di individuare rapidamente se un guidatore presenta un disturbo del sonno o una latente sindrome delle apnee notturne, di cui soffrono senza saperlo milioni di italiani.

Secondo le ultime normative (Decreto 3 febbraio 2016 del Ministero della Salute), la patente può essere rilasciata alle persone affette da OSAS moderata o grave solamente se dimostrino un adeguato controllo dei sintomi, con relativo miglioramento della sonnolenza diurna.

Questo significa che, se si soffre si apnee notturne, durante la visita medica per il rilascio o il rinnovo della patente basterà mostrare al medico monocratico la documentazione medica che attesti di essere in cura per le apnee notturne e di non presentarne un’eccessiva sonnolenza diurna. Così – escluse situazioni particolari – non ci sarà bisogno di ulteriori accertamenti, né di recarsi dalla Commissione Medica Locale.