TERAPIE MANUALI

Le terapie manuali vengono eseguite dal rieducatore durante la seduta di riabilitazione e insieme alle terapie fisiche sono importanti strumenti nel controllo del dolore e del gonfiore. Sono inoltre finalizzate al recupero dell’estensibilità dei tessuti muscolari e capsulari, contribuendo in maniera spesso determinante al ripristino di una completa articolarità.

Massaggio decontratturante

Questo tipo di massaggio trova diverse indicazioni:
· Azione preventiva: un buon massaggio prima dell’allenamento permette una corretta irrorazione sanguigna e stimola le unità contrattili del muscolo, preparandole al lavoro e riducendo il rischio di lesioni.

· Azione curativa in caso di lesione muscolare: se la lesione è in fase acuta il massaggio va evitato, altrimenti si correrebbe il rischio di danneggiare ulteriormente la ferita. Quando la lesione è cicatrizzata, il massaggio è molto utile nella zona circostante dove spesso si forma una contrattura riflessa dei muscoli vicini alla lesione e sulla cicatrice stessa (se rende il tessuto muscolare anelastico e prende contatto con muscoli o fasce vicine).

· Azione curativa in caso di affaticamento muscolare: l’affaticamento muscolare deriva da uno sforzo eccessivo o prolungato, che causa una sensazione di pesantezza e, a volte, di dolore. Tale situazione deriva il più delle volte da una riduzione delle scorte di glicogeno e porta il tessuto muscolare a una situazione di deficit energetico. In tale situazione il muscolo non riesce più a fornire l’energia (ATP) necessaria alla contrazione muscolare e tende a rimanere contratto. Anche in questo caso il massaggio ha un’azione curativa poiché favorisce l’apporto di ossigeno e di substrati energetici ai tessuti e contemporaneamente agisce meccanicamente favorendo il rilassamento. In caso di affaticamento si utilizzano manovre drenanti, dalla periferia verso il cuore, lente e profonde per agire fino agli strati più interni del muscolo.
Il beneficio del massaggio si avverte rapidamente, compensando la dolenzia iniziale provocata dal trattamento.

massaggio_decontratturante_prosperius

massaggio_riflessogeno_prosperius

Massaggio riflessogeno

Il Massaggio Riflessogeno è una tecnica manuale che deriva dalla chinesiologia applicata ed ha come effetto la stimolazione riflessa del muscolo, attraverso precise manovre manuali. Esso può essere utilizzato per rafforzare un muscolo e migliorarne l’estensibilità.

Questo tipo di massaggio viene prescritto soprattutto per stimolare e riattivare uno specifico muscolo che difficilmente riuscirebbe ad essere rinforzato con le metodiche tradizionali. Si tratta di uno stimolo neuromotorio esterno, provocato dai movimenti del rieducatore utilizzati per risvegliare un muscolo. La tecnica del massaggio riflessogeno viene utilizzata soprattutto quando il muscolo è rimasto inattivo per un lungo periodo oppure fa fatica a rispondere alle azioni del paziente.

L’effetto si ottiene attraverso un’azione meccanica su recettori tendinei (organi tendinei del Golgi) e sui recettori muscolari (fusi neuro muscolari). L’aumento della forza muscolare si ottiene migliorando l’estensibilità del muscolo contratto che, proprio perché accorciato, si trova in una condizione non ottimale per svolgere il suo compito. Il massaggio riflessogeno è particolarmente indicato nel trattamento della sindrome del piriforme e del popliteo.

Bendaggio funzionale o Taping.

Il bendaggio funzionale è un presidio di contenzione dinamica che, utilizzando bende adesive estensibili ed inestensibili opportunamente combinate, si propone di ottenere la protezione di singole strutture muscolo-tendinee e legamentose da agenti patomeccanici o potenzialmente tali senza limitare la fisiologica articolarità.
E’ particolarmente indicato nella patologia capsulo-legamentosa (distorsioni, lussazioni), nelle lesioni muscolari e nella patologia tendinea a scopo preventivo.

taping_prosperius

stretching_capuslare_prosperius

Stretching capsulare

È una tecnica che prevede l’allungamento della capsula articolare in tutti i suoi piani ed è utilizzata in particolar modo in presenza di un’articolazione poco utilizzata che quindi perde elasticità fino ad irrigidirsi.

Lo stretching capsulare stimola le ghiandole sinoviali della sinovia a produrre il liquido lubrificante, che facilita lo scorrimento delle superfici articolari. La capsula articolare inoltre, con l’invecchiamento, è destinata a subire un processo di calcificazione che causa dolore e difficoltà di movimento: grazie a questo particolare stretching è possibile influire sull’azione del tempo, rallentando il processo fisiologico.

L’esecuzione dello stretching capsulare prevede esercizi che tendono a diminuire la pressione intrarticolare e a facilitare la separazione delle superfici articolari. In ambito rieducativo è molto utilizzato in alcune patologie di spalla che causano una retrazione dolorosa, a carico soprattutto della porzione posteriore della capsula articolare.

In genere lo stretching viene dapprima effettuato passivamente dal rieducatore (stretching assistito): in un secondo momento, il paziente impara ad eseguirlo autonomamente (stretching autoassistito)

Pompage

Il pompage è una tecnica manuale applicata a livello del rachide cervicale: agisce sia sulla componente muscolare che su quella articolare attraverso una decoaptazione delle articolazioni interapofisarie.

La tecnica consiste in trazioni vertebrali assistite, molto graduali e progressive, che decoaptano le piccole articolazioni intervertebrali, distendono i legamenti del segmento spinale, allungano i muscoli rachidei e producono un allargamento dei forami intervertebrali.

Esistono molti tipi di pompage, a seconda dell’area di applicazione e dei gruppi muscolari da trattare, ma generalmente c’è da rispettare la regola dei tre tempi:

  1. Progressiva messa in tensione del segmento corporeo
  2. Mantenimento della tensione
  3. Rilascio graduale che deve durare quanto la messa in tensione.

pompage_prosperius

stretching_assistito_prosperius

Stretching muscolare assistito

La tecnica di esecuzione prevede, rispetto allo stretching tradizionale, l’assistenza da parte del rieducatore, che permette di ottenere un posizionamento ottimale del paziente. L’attenzione viene focalizzata con rapidità e precisione sulle sensazioni di rilassamento e di allungamento, che il paziente deve imparare a riconoscere e riprodurre da solo.

Il rieducatore assiste, quindi, quest’ultimo affinchè assuma la posizione per l’allungamento, assicurandosi che ne siano rispettati tutti i parametri e ricercando il livello massimo di allungamento possibile.

Mobilizzazioni articolari

L’obiettivo della mobilizzazione articolare è il recupero del ROM dell’articolazione affetta da patologia momentaneamente invalidante. Attraverso le opportune sollecitazioni e tensione dei tessuti periarticolari, vogliamoi prevenire le complicanze dovute al trauma o all’immobilità. Le tecniche di mobilità articolare devono rispettare i principi della gradualità e della progressività, rispettando anche le indicazioni che il paziente stesso ci trasmette. In base alle indicazioni del medico, le tecniche di mobilità articolare devono essere applicate il più precocemente possibile. Il fisioterapista può svolgere a mobilizzazioni attive assistite, passive o passive forzate a seconda delle indicazioni e delle diverse situazioni.

massaggio_trasversale_profondo_prosperius

Massaggio traversale profondo

Questo massaggio consente di:

  • Mantenere la mobilità dei tessuti traumatizzati salvaguardando il movimento fisiologico, inibendo la formazione di tessuto cicatriziale ed evitando la formazione di cross-links tra le varie fibrille. Le fibrille di collagene, che si formano durante il periodo del trattamento, si sviluppano coerentemente alle necessità funzionali dell’organismo, prevenendo eventuali recidive.
  • Produrre iperemia locale per diminuire il dolore e regolare il flusso di substrati e metaboliti.
  • Orientare le fibre di collagene nel modo più idoneo per resistere agli stress di natura meccanica.
  • Stimolare i meccano-recettori per inibire i messaggi afferenti nocicettivi (teoria del Gate Control).
La tecnica del massaggio trasversale profondo evita il protrarsi di un’infiammazione all’interno del tessuto fibroso leso; inoltre, aiuta la formazione di una cicatrizzazione forte. Individuato il punto da trattare si esegue il massaggio che, con la punta delle dita, effettua un movimento ripetuto, trasversalmente all’orientamento delle fibre della struttura anatomica lesa ed evitando frizioni sulla cute.
L’ MPT viene indicato soprattutto nei casi di:
  • Traumi muscolari di vecchia data, dove si è già formata una cicatrice fibrosa: in questo caso, si imprime una frizione piuttosto energica e prolungata con lo scopo di rompere le briglie aderenziali.
  • Infiammazioni peritendinee come le tenosinoviti, dove lo stato infiammatorio provoca un’alterazione del normale scorrimento del tendine nella sua guaina, il MTP permette di nuovo lo scorrimento. Nelle tendinopatie, i traumi ripetuti possono formare tessuto fibroso cicatriziale da cui origina uno stato infiammatorio cronico. Con il MTP si va ad agire efficacemente sul tessuto cicatriziale.
  • Lesioni articolari, dove l’MTP agisce sulle aderenze che si sono formate in seguito a fuoriuscite ematiche.

Facilitazioni neuromuscolari propriocettive

La tecnica di Facilitazione neuromuscolare propriocettiva si basa sul fatto che, nel periodo che segue immediatamente una contrazione isometrica del muscolo (soprattutto quello sub massimale) si ha uno spontaneo abbassamento del tono muscolare stesso: grazie a questo fenomeno, si può facilitare l’allungamento passivo di tale muscolo.

In questo trattamento, è molto utile fare precedere la fase di allungamento da una brevissima azione di ritorno passivo. Il rieducatore compie un movimento di accorciamento muscolare che determina, anche nei casi più difficili, una brusca ed evidente caduta del tono muscolare: ciò permette un migliore allungamento del muscolo.

Le facilitazioni neuromuscolari propriocettive possono essere applicate nei casi di disturbi della funzione, dovuti agli esiti di patologie neurologiche, post-chirurgiche, traumatologico-ortopediche e reumatologiche. Gli obiettivi sono migliorare le prestazioni sensomotorie del paziente, riequilibrare le azioni muscolari, educando e migliorando l’armonia del movimento in rapporto alle funzioni fisiologiche, migliorare la forza e la resistenza muscolare, recuperare una migliore coordinazione neuromotoria.

facilitazioni_neuromuscolari_propriocettive_prosperius

Massaggio miofasciale

Il massaggio miofasciale viene utilizzato sia a scopo preventivo, sia per il trattamento delle rigidità e delle contratture della muscolatura. Questa tecnica agisce sulla fascia (tessuto connettivale resistente che riveste ed unisce i ventri muscolari) attraverso trazioni e compressioni, effettuate a livello delle zone dolenti e del muscolo nella sua totalità.

È un massaggio lento e ritmato, localizzato sulla zona interessata, grazie all’abilità del rieducatore che muove nel giusto modo i piani sottostanti alla cute, agganciandoli e spostandoli trasversalmente alla linea del tessuto interessato. Può durare dai 30 secondi ad un paio di minuti. Le principali indicazioni sono in caso di contratture e ipoestensibilità muscolare, esiti cicatriziali (fibrosi e aderenze interfasciali) o in presenza di ridotta mobilità articolare.

I vantaggi del massaggio miofasciale sono rappresentati dalla possibilità di aumentare l’apporto ematico, migliorare il deflusso venoso e linfatico, restituire scorrevolezza ai tessuti e modificare la percezione di rigidità e di dolore.

massaggio_miofasciale_prosperius