Open/Close Menu Innovazione e tradizione nei servizi sanitari.
Innovazione e tradizione nei servizi sanitari.

Abbiamo deciso di pubblicare una lettera che una gentilissima paziente ci ha inviato dopo aver trascorso un periodo di riabilitazione presso la nostra struttura di Umbertide. Un testo che ci ha emozionati e fatto riflettere sulla valenza dell’impegno che quotidianamente il nostro staff dedica alle attività dell’Istituto, ma soprattutto ai pazienti. Ringraziamo per le belle parole la nostra cara “Signora di Torgiano”, orgogliosi della sua personale soddisfazione e del nostro lavoro che ci consente di contribuire alla felicità di chi ci sceglie per intraprendere insieme percorsi spesso difficili e complessi.

A tutte le fisioterapiste e i fisioterapisti della palestra e
della piscina di Istituto Prosperius Umbrtide

Torgiano, 20/02/2017

“Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano, se allieterò una ferita e un dolore, o aiuterò un passerotto caduto a rientrare nel mondo, non avrò vissuto invano” (Emily Dickinson)
Nella mia lunga esperienza professionale e di vita, compreso questo periodo così particolare, ho lavorato e ho incontrato molto luoghi di malattia, di sofferenza e di cura che mi hanno colpito, a volte indignato, a volte commosso.

La vostra palestra, che ho frequentato per quasi un mese mi ha particolarmente coinvolto per la complessità delle problematiche che vi trovate gestire: il deterioramento e le ferite del corpo e dell’anima, la vecchiaia, la rassegnazione, l’impotenza, la solitudine nei giovani e negli anziani. Aspetti della vita da cui inconsciamente ci difendiamo e che neghiamo perché ci rispecchiano quello che potremmo diventare.

E invece voi, un esercito giovane e dinamico siete sempre lì, ogni giorno a curare quelle ferite, a riparare, a riabilitare, ad ascoltare, a consolare, a sorridere, ad incoraggiare pur in condizioni difficili per l’alto numero dei pazienti che vanno e vengono, per le loro attese a volte magiche, per l’ambivalenza dei sentimenti che oscillano tra pretesa e gratitudine, tra insofferenza e riconoscenza.

Ecco, guardandovi, ho pensato alla Primavera che allontana l’inverno, al tepore che vince sul freddo, al sorriso che alleggerisce il dolore, alla parola che trasmette tranquillità nel tumulto dei sentimenti, alla danza che smuove le pietre, alla leggerezza, alla speranza.
E’ con queste primule, e con questi colori di primavera che vi saluto, vi abbraccio tutti, vi auguro ogni cosa bella con la mia più affettuosa gratitudine.

Una paziente

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