Rinasce Villa Cherubini con il centro diagnostico e riabilitativo Prosperius

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Si è tenuta a ottobre 2018 l’inaugurazione tanto attesa della sede unificata del Centro diagnostico e riabilitativo Prosperius a Villa Cherubini. Un investimento di 50 milioni per dare a Firenze un polo sanitario multifunzionale di assoluta avanguardia, che con la rinata clinica Villa Cherubini con 100 e più posti letto, offrirà lavoro a oltre 250 persone, medici, tecnici, infermieri, impiegati.

Il nuovo polo sanitario è stato presentato ad autorità e comunità scientifica nel corso di un’affollata cerimonia inaugurale, a cui hanno preso parte anche il Sindaco di Firenze Dario Nardella con l’Assessore alla Salute Sara Funaro, il presidente del Consiglio Regionale toscano Eugenio Giani, l’Onorevole Luca Lotti, il presidente dell’Ordine dei Medici Teresita Mazzei, il Questore Alberto Intini e il sindaco di Fiesole Anna Ravoni e l’Arcivescovo Mario Meini.

“Il nostro istituto”, ha spiegato il professor Bigazzi, “è rinomato per aver da sempre applicato alla diagnostica e alla riabilitazione le tecnologie più avanzate. Non a caso ha ricevuto di recente a Milano l’ambito Premio Le Fonti come Eccellenza dell’Anno per l’Innovazione nei Servizi Sanitari. Per primi abbiamo infatti adottato Tac, risonanza magnetica, dosaggi ormonali, camera iperbarica e robotica, per primi facciamo ora diagnosi predittive che anticipano l’insorgere di malattie oncologiche e cardiocircolatorie. Siamo stati e continueremo ad essere un centro sanitario d’avanguardia”.

L’eccellenza è appunto anche il prodotto di continui investimenti in strumenti di ultima generazione: scanner tridimensionali che garantiscono diagnosi di nitidezza fin qui impensabile; camera iperbarica con i suoi programmi innovativi per le malattie neurologiche tra cui anche autismo e sla; un reparto riabilitazione dove anche i più celebri atleti (Batistuta e Trezeguet tra i tanti) sono risanati da dinamiche intensive ottenute con la robotica, settore che schiererà tra breve anche l’ultimo modello di esoscheletro che consente ai paraplegici di camminare e muovere le braccia in autonomia.